Aug

06

08

scritto da GiuliaP

L’incentive a Venezia di Yous: il racconto di una giocatrice

yous

Riportiamo parti del bel racconto di Cristiana, una delle giocatrici che il 25 luglio scorso, insieme ai colleghi di Yous, ha vissuto l’esperienza a caccia del Ruyi a Venezia.

La giornata è stata intensa, pensata tutta intorno all’azienda che cercava un’esperienza di team building aggregante e divertente per i suoi dipendenti.

La parola (e un grazie caloroso!) a Cristiana che fa il resoconto accurato di quanto è accaduto…

L’appuntamento era per le 10 nel parcheggio all’uscita di Padova Interporto. Hanno risposto all’appello tutti, anche stagisti e collaboratori di Yous, vestiti con abiti informali in tenuta sportiva: scarpe da ginnastica e zaino in spalla. Nei giorni precedenti a tutti erano stati forniti, a goccia continua, gli stessi suggerimenti: “non lasciare a casa le tue scarpe più comode”; (…) “la batteria del cellulare deve essere ben carica” (…)

Nessuno conosceva la scenografia dell’evento e le prove della giornata. Nessuno, tranne gli organizzatori: Carlo, Lisa, Alex e Denis, che abilmente avevano seminato volutamente qua e là, nei giorni precedenti, indizi erronei. Giusto per portare l’attesa ai massimi livelli e per depistare i curiosi (…)

L’autista (…) ha messo in moto e siamo partiti. O meglio … lo eravamo, prima di essere fermati da un “fattone” che per la fretta di scroccare un passaggio stava finendo sotto le ruote del bus. Carlo gli apre la porta, ascolta le suppliche del ragazzo e, fingendo sorpresa e stupore, concede il passaggio. (…) Anna della filiale di Darfo, l’infortunata del gruppo che gli siede dietro, tiene a portata di mano le stampelle, per stordire il ragazzo qualora faccia qualche mossa falsa.

Poi Francesco chiede la parola. “So di avervi già domandato tanto … siete stati molto gentili a concedermi il passaggio … ma vi devo chiedere un altro favore … vi racconto la mia storia, poi sarete liberi di decidere se volete darmi una mano, oppure no”. Carlo raggiunge Francesco, finge di volergli portare via di mano il microfono, gli chiede spiegazioni su cosa intenda dire al team. Poi cede. E Francesco racconta una storia fantastica che affonda le sue radici ai tempi dei viaggi di Marco Polo. Parla della sparizione di uno scettro. “Dio non voglia che questo scettro finisca nelle mani sbagliate!”, conclude Francesco. Era chiaro a tutti che Carlo ci aveva gabbati: Francesco fa parte dello staff di Log607, la società che organizza cacce al tesoro. La nostra avventura era già cominciata …

Veniamo divisi in cinque squadre: Cannareggio, Dorsoduro, San Marco, San Polo, Castello (…)

La decodificazione del primo sms ricevuto al cellulare del capo squadra – che contiene tre numeri e altrettante lettere corrispondenti a sezioni di pagina sull’agenda in dotazione – chiarisce come procedere. I codici forniti negli sms, decodificati, consentono di leggere ricostruzioni storiche, leggende e racconti mitologici che colorano gli squarci storici della città d’acque. L’obiettivo era raggiungere, nel più breve tempo possibile, la meta suggerita dal racconto. Nel frattempo arrivava un altro sms con la domanda alla quale la squadra di turno era chiamata a rispondere. Della serie: “Quale è il numero arabo inciso nel ceppo antistante il portale della scuola del Cristo”. (…) Seguendo gli indizi forniti con gli sms, ci si spostava alla ricerca di numeri arabi e romani, incisioni su ceppi e colonne antiche, stelle e monogrammi, disegnando il proprio percorso, atto a ricostruire gli spostamenti del prezioso scettro. Ogni squadra si muoveva per Venezia seguendo tappe e indizi differenti.

Nonostante le raccomandazioni degli organizzatori di “non correre” e “godersi la compagnia e gli scorci che una città come Venezia offre generosa”, il senso della sfida e il desiderio di vincere hanno accompagnato tutte le squadre dalle 11 del mattino alle 15/16 del pomeriggio. Chi più, chi meno. Unica sosta quella per uno spuntino veloce all’ora di pranzo. Una busta chiusa con dentro un cruciverba e il budget per il pasto attendeva ciascuna squadra nei diversi luoghi di ristoro: I Rusteghi, la taverna del Campiello Remer, la Cantina, il Vecio Fritolin, e Pane e vino San Daniele. (…)

La risposta all’ultimo quesito, consegnava alla squadra, via sms, le parole chiave per completare il crucipuzzle e trovare le indicazioni per prendere il vaporetto. (…) Una volta terminato il crucipuzzle, le lettere rimanenti andavano a comporre una frase: “Vai a San Zaccaria e prendi la linea 20, scendendo al Casinò”.

Ma il desiderio di primeggiare e battere tutti sul tempo ha mietuto le sue vittime. Leggendo la parola “Casinò”, prima ancora di terminare il crucipuzzle, la squadra di Dario Mazzoleni ha chiesto indicazioni ai veneziani su dove si trovasse tale meta. E questi prontamente gliele hanno fornite. Peccato si trattasse del casinò invernale di Venezia, non di quello estivo che ha sede al lido! (…)

Una volta scesi al lido di Venezia alla fermata Casinò, un ultimo rebus attendeva i gruppi, stremati per la lunga camminata. (…) Ad accoglierli, sorridenti e rilassati, Carlo, Lisa, Denis e Alex, che nel frattempo avevano fatto già qualche bagno e preso un po’ di sole. Ma soprattutto, avevano seguito avventure e disavventure, vittorie e cantonate prese dai “naufraghi”, dispersi nella bella Venezia (…).

Ed ecco un consiglio intelligente da parte della squadra vincitrice a chi volesse cimetarsi nell’esperienza del Ruyi : “(…)abbiamo preso la piantina della città e l’abbiamo subito riposta nel tascapane. Preferendo di gran lunga affidarci alle indicazioni dei veneziani. Chi meglio di loro sa spostarsi per la città, scegliendo il percorso più breve?”

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